Carne alla brace


di Max Strata


Riscaldamento globale, Canada verso i 50 gradi, oltre 200 morti. In California gli agricoltori abbandonano alla siccità i raccolti e si vendono l'acqua dei pozzi perché più conveniente. L’esperto: “Saltati tutti i parametri della climatologia passata”. Con titoli simili a questo, tutti i giornali dedicano oggi uno o più articoli alla notizia del momento. Ma a noi quanto importa? Poco o nulla. Certamente non importa a chi ci governa e alla classe politica in generale. Nelle loro deliberazioni risulta evidente che i temi da trattare sono altri, che l'impostazione resta quella: produzione, consumo, crescita e così via, con un po di finto green per quelli che si accontentano. Le questioni ecologiche (e sociali) nei fatti, possono attendere. Qualcuno di loro, addirittura, trova il tempo per continuare a negare e organizza pseudo convegni in cui si spiega come in realtà non ci sia nessun cambiamento in corso. Cechi e sordi alle evidenze scientifiche e ad ogni richiamo al buon senso, continuano, e noi continuiamo con loro, a marciare spediti verso un destino che appare sempre più ineluttabile. E' chiaro che non bastano più gli appelli e le iniziative personali, i gruppi virtuosi, i buoni esempi: già passate nel dimenticatoio le grandi manifestazioni organizzate dai più giovani. In questa situazione, per avere una residua speranza di contenere gli effetti peggiori del riscaldamento globale, ci vuole il coraggio di esporsi, la capacità di organizzare una risposta collettiva, la volontà di marcare stretto chi decide a livello locale e nazionale: non solo l'impegno per una giusta causa territoriale ma l'esercizio di una pressione più generale tale da indurre scelte radicali e anche impopolari. Ma quanti sono quelli che hanno preso veramente consapevolezza di quanto sta accadendo e che cosa sono disposti a fare di concreto (pacificamente si intende)? Pochi, perché senza uno sforzo razionale non si percepisce la gravità del pericolo che vediamo e sentiamo ancora lontano. Pochi perché siamo legati alle nostre abitudini e perché consideriamo un serio problema cambiarle. Pochi perché prima c'è la questione sanitaria, il rinnovo del contratto, la TV che si è rotta, questo e quello. Prima c'è sempre qualcos'altro. I potenti lo sanno bene e fanno leva sul contingente, sui nostri desideri e sulla sostanziale incapacità di opporsi alle loro scelte. Nuove e ancora più intense ondate di calore dunque, diminuzione delle rese agricole, migrazioni epocali, ecc. ecc. E allora sia carne alla brace. Carne umana e animale. Un barbecue planetario.