COSI' CI UCCIDONO



di Max Strata


Da sabato 30 ottobre si riunirà a Roma il G 20, ovvero il consesso delle maggiori potenze economiche e politiche del pianeta. I membri dei vari governi discuteranno su come continuare a dividersi le risorse naturali, le sfere di influenza, il destino di una umanità sempre più fragile e vulnerabile. Lo faranno come hanno sempre hanno fatto: simulando un'interesse pubblico, porteranno sul tavolo gli interessi privati delle grandi compagnie e del business finanziario, faranno compromessi e utilizzeranno nuovi strumenti coercitivi idonei a controllare tutti coloro che in qualche modo mettono in discussione la logica del profitto senza limiti. Proprio in questi giorni, l'UNEP, il Programma Ambientale delle Nazioni Unite, ha pubblicato un documento che ha preso in analisi i piani energetici al 2030 dei 15 maggiori produttori di combustibili fossili (gran parte di questi saranno presenti a Roma). Il testo denuncia apertamente come i governi di questi Paesi stiano organizzando massicci investimenti nella ricerca, nell'estrazione e nella commercializzazione dei combustibili fossili, piuttosto che puntare alla loro diminuzione come prevedono gli impegni presi durante l'accordo di Parigi del 2015. Stati Uniti, Cina, Russia, India, Arabia Saudita, Brasile, Germania, Regno Unito, ecc., che si presenteranno alla COP 26 parlando di transizione energetica e di conservazione degli ecosistemi, stanno in realtà pianificando di produrre nei prossimi 9 anni, il 240% in più di carbone, il 57% in più di petrolio e il 71% in più di gas naturale, rispetto a quanto sarebbe coerente con la limitazione del riscaldamento globale a +1,5°C. Tutto ciò da l'esatta misura dei giganteschi crimini ecologici e sociali che vengono compiuti da queste persone che così facendo causeranno un ancor più rapido e distruttivo aumento delle emissioni climalteranti. "Così ci uccidono!", si potrebbe sintetizzare, uccidendo la varietà e la bellezza delle forme viventi di questo pianeta. L'estinzione di massa che è già in corso, è resa possibile dalla straordinaria concentrazione di potere che è stata posta nelle loro mani e nelle mani di chi gestiste il mercato globale , oltre che dalla passività della gente che in gran parte sembra del tutto indifferente a quello che accade, disposta ad accettare qualsiasi abuso, qualsiasi violenza. Solo la diffusione di una forte coscienza critica e la capacità di trasformarla in azione concreta, potrebbe contrastare questa folle deriva autoritaria e mortale ma, per dirla francamente, sebbene esista un movimento internazionale di protesta e di proposta, esso appare ancora troppo minoritario per poter incidere su queste scelte delittuose e mitigare i drammatici scenari a cui stiamo andando incontro. Senza un rapido risveglio collettivo, la nostre sorte è segnata.