L'ecosofia di Arne Ness

di Max Strata


Arne Næss (Oslo 1912 - 2009) filosofo e alpinista norvegese, ha studiato filosofia, matematica ed astronomia all'Università di Oslo, alla Sorbona e a Vienna. Docente di filosofia all'Università di Oslo si è interessato all'etica e filosofia della scienza, ha nutrito particolare interesse per il pensiero di Spinoza e Gandhi. Ha fondato la rivista internazionale di filosofia Inquiry e ha trascorso buona parte della sua vita nella baita Tvergastein sulle alpi norvegesi (monte Kallingskarvet non lontano da Bergen). In The swallow and the deep pubblicato nel 1973, per la prima volta ha teorizzato l'importante distinzione tra ECOLOGIA SUPERFICIALE ed ECOLOGIA PROFONDA. È stato il primo ad utilizzare il termine ECOSOFIA.

Ha lasciato il corpo all'età di 96 anni nella sua casa di Oslo.


In ECOSOFIA ogni oggetto è parte di una rete di relazioni. Gli organismi naturali e le persone non sono un qualcosa di isolato dall'ambiente in cui si trovano, ne discende che la realtà ha un carattere relazionale: ogni elemento della realtà è un nodo in una rete relazionale . Ad es., il bosco non è un insieme di singoli alberi, arbusti, piante erbacee ma un organismo complesso, dotato di valore intrinseco. Il concetto di valore intrinseco richiama il NOUMENO in quanto Termine filosofico usato da Platone e ripreso da Kant.


Il carattere relazionale della realtà e il noumeno formano una visione immanente (da Spinoza) in cui non vì è dualismo tra tra essere umano/natura (dal concetto di "Deus sive Natura"). Questa visione è fondamentale perché determina il modo in cui percepiamo il mondo ha conseguenze sul modo in cui decidiamo di agire.

L'assenza di dualismo è inoltre essenziale per la realizzazione del Sé (l'autorealizzazione di ogni singolo essere umano) . La realizzazione del sé è un processo e un fine al tempo stesso che va dall'individuale e all'universale che abbandona il pensiero individualistico e utilitaristico per proiettarsi verso una visione e una pratica altruistica, compassionevole.


Naess fa riferimento a Gandhi e ai testi sacri dell'induismo che ne fondano la tradizione religiosa e filosofica, e che pongono in risalto la distinzione tra Jiva il sé ristretto e Atman (unità) il sé allargato. Il sé allargato comprende tutto il cosmo in ogni essere vivente e non conosce dualismo.


NAESS sulla scorta degli insegnamenti orientali, afferma che quando siamo chiusi nel nostro individualismo "sottostimiamo noi stessi", poiché in realtà noi siamo qualcosa di più dei nostri singoli io, non siamo frammenti. Identificandoci con unità più vaste prendiamo parte alla loro preservazione e ne condividiamo la grandezza.

In ECOSOFIA dunque, la realizzazione del sé va intesa come progressivo incremento di perfezione nelle relazioni e come membro di una comunità non solo umana ma BIOTICA.

La realizzazione del sé coincide con il sé ecologico e con l'assunzione di responsabilità da parte dell'individuo che agisce come soggetto morale che sceglie di limitare o di non commettere violenza sull'ambiente e le forme viventi, in quanto ha sempre l'opportunità di non essere necessariamente considerato come piaga della Terra.


L'ECOSOFIA parte dalla constatazione che il mondo naturale, la sua conservazione ed equilibrio hanno un valore positivo in sé e che la crisi ecologica rappresenta un valore negativo, reclamando un’etica per il cambiamento.