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La santa alleanza



LA SANTA ALLEANZA

Con l'alluvione in Romagna e la crisi climatica all'ordine del giorno, viene allo scoperto la santa alleanza tra negazionisti e complottisti. I primi sono attivi da tempo e si presentano su tutti i media: ne fanno parte pennivendoli, esponenti politici bipartisan, consulenti di compagnie petrolifere e pseudo specialisti che ci spiegano come non ci sia nessuna mutazione in corso, o se c'è, non è di certo causata dalla nostra specie. I primi si esibiscono in pregevoli talk show, sulla stampa, con pubblicazioni o direttamente in convegni al Senato e all'Università organizzati dalla Lega e dalla destra più becera: come ad esempio nel documento presentato da Maurizio Gasparri e Vito Comencini in cui la causa umana del riscaldamento globale è definita “una congettura”. I secondi affiorano dalla amalgama degli illuminati che hanno scoperto come va il mondo e operano soprattutto sui social, raccontandoci – senza ritegno- che la stessa alluvione è stata provocata da occulti progetti di inseminazione chimica delle nuvole. I primi ci rassicurano sulla buona fede delle grandi compagnie energetiche, i secondi ci insegnano che è tutta opera di Soros e amici. Il loro compito è seminare il dubbio, distorcere la realtà, decontestualizzare i fatti, fornire argomentazioni pretestuose, informazioni false o parziali, allo scopo di indebolire ciò che è logico, ed esaltare ciò che irrazionale ma affascinante. Dalla loro parte hanno infatti il genio della semplificazione, il nostro desiderio di non sentirci coinvolti, il vantaggio di opporsi a quello che chiamano "il senso di colpa", lo strumento psicologico con cui gli studiosi del clima e i gruppi ecologisti vogliono crocifiggere l'umanità sottoponendola a restrizioni, purghe e povertà. La santa alleanza, seppur da presupposti diversi, vuole dunque liberarci dal timore suscitato dall'idea di un nostro ridimensionamento, dalla necessità di un cambiamento nel rapporto con il pianeta che ci ospita. Nel calderone degli alleati finisce dunque di tutto: dall'odio verso l'elettrificazione e le fonti energetiche rinnovabili, ai ricercatori che pubblicano le loro analisi per l'ONU, fino ai giovani che protestano per il loro futuro: tutti schedati, tutti in malafede e comunque al soldo di potenze oscure. Una lotta senza quartiere che ci avverte come siano in causa interessi economici perversi, come se se non sapessimo discernere che cosa può comportare una transizione affidata al mercato e alle imprese private. Una vera e propria crociata, che punta il dito sull'estrazione delle terre rare ma dimentica i disastri già provocati dai giacimenti di gas, carbone e petrolio. Un assalto fatto in nome di una presunta libertà individuale, di una intangibilità del singolo e del sistema che poco ha a che fare con il diritto naturale, con la tutela dell'ambiente e con il buon senso. La santa alleanza respinge in questo modo ogni limitazione fisica all'espansione umana e alla sua centralità sul pianeta, poiché ogni ostacolo è considerato come un insulto, o meglio come un affronto. In questo conflitto, il dato scientifico viene attaccato su tutti i fronti, indistintamente: una pratica ormai diffusa che non ha l'obiettivo di indicarne le criticità o la ridefinizione, ma la sua nullità funzionale. Per vie diverse, gli alleati si adoperano quindi per abbattere il pilastro che sostiene la necessità di considerare l'impatto ambientale delle nostre azioni, con l'obiettivo di far crollare l'impalcatura su cui si regge l'idea di un mondo che sia indipendente dall'industria del fossile. Le loro affermazioni sono un arma subdola ma potente che ha un solo obiettivo, fissare il punto sul fatto che il cambiamento climatico di origine umana non esiste, perché ciò a cui assistiamo è solo frutto di invenzioni o complotti: una conclusione che vuole spegnere il nostro senso di responsabilità verso la Terra e le nuove generazioni

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