Verità della decrescita




Il nuovo libro di Gloria Germani affronta il tema della crisi ecologica e della pandemia come cartine di tornasole della civiltà industriale moderna che si è imposta come superiore e come portatrice di vera scienza.

Ma se alla base della modernità vi fosse un sbaglio conoscitivo?

Attraverso un dialogo serrato con i risultati della fisica quantistica, l’entanglement, ma soprattutto con il pensiero induista, buddista e le tradizioni indigene, nel testo viene messo a fuoco l’abbaglio della scienza e delle sue sorelle: tecnologia e multinazionali.

Fondate sull’antropocentrismo e sull’astrazione razionale dello schema cartesiano–newtoniano, queste riposano sulla falsa separazione tra mente e materia, tra ego e mondo. Dall’illuminismo in poi, diamo per indiscutibile la separazione tra l’io e ciò che è fuori dall’io, è ciò che è fuori va conosciuto e modificato per il nostro utile. Oggi, però, la fisica contemporanea ci sta insegnando che non esiste dualità tra chi conosce e ciò che e’ conosciuto ( come gli orientali sapevano da alcuni millenni), che la scienza riduzionista non è il sapere superiore e che perfino il tempo unidirezionale sparisce.

Verità della Decrescita vuole mostrare che le crisi che oggi ci attanagliano – dalla “dittatura dell’economia” alla globalizzazione - sono solo l’effetto delle idee ottocentesche - e screditate - di materia, tempo progressivo, crescita. Gettando luce sul processo di colonizzazione ( tanto storico che mediatico) il libro apre una nuova strada verso il pensiero del Non dualismo, fatta di economia locale, relazioni affettive, visione sistemica, il biologico della mente.




Gloria Germani è un'ecofilosofa con un background in filosofia occidentale e filosofia orientale (ha studiato alle Università di Firenze e di Pisa e alla New York University), ha viaggiato molto in Asia e  lavora da trent’anni nell’ambito dei media. E considerata la maggior esperta del pensiero di Tiziano Terzani. Le sue opere sono dedicate alla critica della visione scientifica moderna, per chiarire un argomento tabù: la colonizzazione dell’immaginario che sta alla base del cosiddetto “Progresso”.