SEPOLTO VIVO


di Max Strata


Chi si ricorda di Julian Assange e di Wikileaks? Chi si ricorda di come nel 2010, dopo aver ricevuto da una fonte sicura informazioni classificate dell'esercito USA, fece conoscere al mondo le stragi di civili e gli altri crimini commessi dalle truppe americane in Iraq e in Afghanistan? Chi si ricorda di come fu ingiustamente accusato di stupro, di come è stato costretto a riparare per quasi 7 anni nell'ambasciata dell'Ecuador a Londra, l'unica che gli ha dato asilo? Chi sa che da quasi 3 anni è detenuto in un carcere di massima sicurezza in attesa che i giudici inglesi decidano sulla sua estradizione negli USA dove è stato incriminato sulla base di una legge sullo spionaggio datata 1917, mai usata prima contro un giornalista (per di più di straniero) e che prevede una condanna fino a 175 anni di carcere o la pena capitale ? Chi sa che l'ONU ha dichiarato arbitraria la sua detenzione e che i giudici inglesi hanno negato di condurre un'inchiesta sul suo stato di salute dato che Assange presenta evidenti segni di tortura mentale?





Una persecuzione che, come ben dimostrato dal libro "Il potere segreto" di Stefania Maurizi e da un approfondimento di "Presa diretta" su Rai 3, ha il duplice obiettivo di far tacere per sempre Wikileaks e intimorire i giornalisti investigativi di tutto il mondo. E' un fatto che Assange sia detenuto per soli motivi politici ed è un fatto che quanto gli è accaduto serve a trasformare la libertà di stampa in un crimine. Quello che gli USA stanno facendo è costruire un precedente e un deterrente, ovvero far passare il messaggio che certi segreti non possono essere rivelati. Assange non è una spia e per quanto pubblicato non è mai stato messo in pericolo nessuno, data la modalità di trattamento delle informazioni condivise con alcune tra le più importanti testate giornalistiche internazionali. Assange, 50 anni, paga per aver raccolto e diffuso informazioni di interesse pubblico, per il suo coraggio, per la sua indipendenza, per aver agito secondo coscienza. Fino ad oggi, la mobilitazione in suo favore (anche il Consiglio d'Europa si è espresso contro la sua estradizione) non ha sortito alcun effetto perché, come ha detto Gino Strada, "il potere non tollera verità sulla guerra". Chi vuole può firmare la petizione in suo favore sul sito di Amnesty International. https://www.amnesty.it/.../annullare-le-accuse-contro...